CIAO! COSA CERCHI IN VALTELLINA?

20/11/2017

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Conosci ARPEPE? Io ho voluto farlo

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BLOG | 10/12/16

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Premetto che non mi intendo assolutamente di vino in genere.

Ovvero ti posso dire: mi piace o non mi piace.

Non ho mai frequentato corsi per Sommelier...anche se non nascondo che la cosa mi intriga e mi incuriosisce.

Sin da piccola il vino è sempre stato sulla tavola di casa, quello che si produceva dalle vigne dei nonni. Sia quelli paterni che materni avevano qualche appezzamento per autoconsumo. Non era un vino pregiato DOC o con particolari caratteristiche. Era bevibile ma  quando lo assaggiavo per me era aspro quindi non apprezzavo la bevanda.

Crescendo mi è rimasto questo ricordo: il vino rosso è aspro quindi non lo bevo. Poi con il passare degli anni e iniziando ad uscire a cena con amici, ho approcciato all'oro di Bacco capendo che non tutti i vini sono uguali.

Però, però...il vino valtellinese è forte, il vino valtellinese ti prende la testa, il vino valtellinese non è per tutti, il vino valtellinese è solo per intenditori e per certi cibi, il vino valtellinese ti fa venire l’emicrania.

Ma quanti luoghi comuni, quante credenze avevo incamerato negli anni, per quello che è una delle eccellenze della nostra terra. E mi faceva comodo crederci.

E' aspro, va venire il mal di testa. Era abbastanza per non berlo. Quindi non lo acquistavo per me, occasionalmente per regalare ma senza capire se acquistavo un nome o un vino buono.

Poi mi è capitato di andare in alcuni ristoranti valtellinesi, tra l'altro associati a Calendario Valtellinese, assaggiare dell’ottimo vino, grazie ad amici intenditori che lo ordinavano.

Caspita, sapore gradevole e niente mal di testa. Ma allora....

Allora dallo scorso anno partecipo con piacere all'ARPEPE Days e assaggio le loro eccellenze che mettono a disposizione dei palati fini di amici, clienti e appassionati di vino.

Conosco personalmente Guido Pelizzatti Perego da un anno quando abbiamo chiacchierato a proposito dell'attività di famiglia e del loro vino ormai conosciuti e famosi  in tutto il mondo. Conoscevo invece il nome della loro azienda da anni.

Ho conosciuto anche se poco anche Isabella ed Emanuele. Ieri ho avuto il piacere di seguire Isabella durante parte della visita guidata alle cantine, stava spiegando ad un'ospite russa, tutta la storia delle cantine ed i vini. In un inglese fluente sapeva coniugare la passione, la conoscenza, la simpatia ed il sorriso.

Da quello che ho potuto percepire di questa famiglia, a sensazione, è che emanano questo tutti e tre i fratelli. 

Semplici, quasi riservati ma immensamente sorridenti, accoglienti e sinceri. Ti sanno trasmettere qualcosa che hanno dentro, qualcosa che è maturato in loro, qualcosa di semplice ma perfetto, studiato e osservato, coltivato. Come il loro vino.

Mi piace descrivere ciò che percepisco quando conosco le persone e la famiglia Pelizzatti Perego è formata da BELLE persone.

Ma anche i collaboratori fanno parte della famiglia. Ho posto delle domande, curiosità che da valtellinese non conoscevo, a proposito di vite e coltivazione.

Ho scoperto ad esempio che il diserbante gettato alla base delle viti fa la differenza. Può davvero inquinare il vino e non tanto i prodotti che vengono utilizzati per preservare l'uva dalle malattie. Non ci avevo mai pensato. La domanda è stata: e voi cosa usate? La fantastica risposta: Noi tagliamo l'erba a mano, non usiamo prodotti chimici.

Questo la dice lunga sui metodi di coltivazione, sulla cura delle varie vigne che si dividono nelle zone della Sassella, Grumello e Inferno.

Tutto a mano, con fatica, impegno, pazienza, sacrifici, ma per ottenere il meglio. E tutto questo ripaga.

E rispettare i tempi di attesa per avere il giusto vino, il famoso Nebbiolo delle Alpi, fiore all'occhiello di ARPEPE.

Tante le persone incontrate alla degustazione ARPEPE Days che ospitava anche l'azienda produttrice di distillati valtellinesi Invitti che andrò presto a "curiosare".

Si poteva assaggiare un fantastico formaggio Bitto, quello prodotto "come si deve", miele artigianale e salumi tipici valtellinesi.

Una bellissima atmosfera in cantina, data non solo dalla voglia di vedere, di assaggiare i vini, ma anche di sapere. 

Mi sono accorta che mentre incalzavo di domande uno dei collaboratori (la mia curiosità a volte mi trascina), alle mie spalle, c'era un gruppo di persone che stava ad asoltare interessato.

Che bello far sapere quello che c'è di buono e ancora puro in Valtellina.

Il vino buono è una delle eccellenze e quello che ho assaggiato ieri mi è davvero piaciuto.

Come faccio a stabilirlo? Posso solo dire che al palato era di mio gradimento, non mi ha lasciato bruciori allo stomaco o mal di testa.

Cosa che invece è successo spesso con altri vini...motivo per cui stavo alla larga dal vino rosso in genere.

Una delle cose che più mi hanno emozionato, e non so il perchè, è stato leggere il cartello che campeggiava su tante  botti: vino Rosso atto a diventare Valtellina Superiore DOCG...ecc e il nome dei vari vini e l'annata. 

E' come attendere una nascita, qualcosa che dentro si sta trasformando, che sta crescendo, che vive. Si aspetta il momento giusto per spillarlo, versarlo in un bicchiere ed assaggiarlo per dire: Perfetto!

Ieri ricordo di aver assaggiato L'Inferno Sesto Canto e il Grumello Sant'Antonio. Ovviamente da "asceta" non sto a descrivere gusto e retrogusto, sapori, ecc. perchè non ne capisco un accidente...e mi perdonino i sommelier. Posso solo affermare con certezza assoluta che da "poco amante" del vino, mi è piaciuto molto. Gradevole, fresco, temperatura giusta. Passava giù che era un piacere e a stomaco vuoto temevo. Invece nessun effetto collaterale. Ho guidato tranquillamente per andare a casa! :D PS era una degustazione quindi veniva servito un dito di vino, ma la giusta quantità per assaporarne il gusto.

Insomma da  ARPEPE si respira sempre un'aria familiare, di armonia, di amore e passione per qualcosa tramandato da anni, dagli avi, qualcosa che si sente dentro.

E sono sincera, quando mi capita di vedere sugli scaffali dei negozi le bottiglie di ARPEPE, mi ricordo si il sapore del vino, ma soprattutto dell'atmosfera che vive intorno per produrlo.

 

 

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