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20/09/2018

S. Eustachio, S. Candida

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Una notte bianca in cantina

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BLOG | 18/06/18

Una serata diversa dalle altre, una serata in occasione della mezza notte bianca,  una serata tra i bianchi (i vini)

Ebbene, chi mi segue da qualche  tempo, ha capito che mi sto appassionando di degustazioni e in particolare a quelle di vino.

Sabato sera ho partecipato in compagnia di un amico alla Mezza Notte bianca  di Morbegno.

Non ero tanto interessata ai negozi che per l’occasione restavano aperti fino a mezzanotte, ma la mia attenzione era per la Wine night ovvero il tour che si svolgeva per le cantine della città durante il quale si potevano degustare vini bianchi tassativamente valtellinesi.

Quando siamo giunti nella città del Bitto, verso le 20,30, le vie erano già molto affollate.

Molta gente passeggiava, chiacchierava, sedeva ai tavolini dei vari esercizi commerciali che per l’occasione offrivano spuntini, street food, cocktail.

Essendo arrivati piuttosto in ritardo (il pass per Wine night era in vendita già dalle 11 di mattina) ci siamo affrettati ad acquistare i nostri ticket con relativo calice nella taschetta da mettere a tracolla.

Questo ci dava diritto a 8 tappe per un totale di 13 degustazioni di vini e prodotti tipici, in varie cantine di Morbegno

Degustazione di vini bianchi e di varie specialità valtellinesi, tutte da scoprire.

Avevamo una piccola mappa che indicava l’itinerario delle varie vie con le relative cantine da visitare.

Non ho mai partecipato a Morbegno in Cantina, nota manifestazione autunnale, che da anni porta molti appassionati di vino nella cittadina. Quindi per me è stata una vera e propria prima esperienza.

La prima tappa è presso la Latteria Mazzoni dove ci viene servito uno spumante Brut Bettini e un bianco Alpi Retiche della Spia 2017. Vista la calda serata “vanno giù” che è un piacere. Ci sono anche degli stuzzichini ad aspettarci: salame e formaggio casera.

Menomale che fanno da “tampone” nello stomaco vuoto.

In quella sede c’è anche una simpatica mostra di Raffaele Cornaggia, artista molto apprezzato per le sue opere d’arte create con pezzi riciclati provenienti da qualsiasi attrezzo, macchina, oggetto.

Ci descrive alcune delle sue creazioni e ci affascina con i suoi racconti. La particolarità dei suoi lavori è che nulla è incollato o saldato, tutto è assemblato con bulloni e viti.

L’opera che più attira la mia attenzione è Dattilo, interamente realizzata con i pezzi di una macchina da scrivere.

Il tempo stringe, dobbiamo proseguire verso la seconda tappa. Ci aspettano gli sciatt e lo spumante Extra Brut di La Perla di Marco Triacca che ho conosciuto tempo fa e di cui parlerò presto.

Già conoscevo questo spumante ed è stato un vero piacere riassaporarlo per la sua fragranza davvero particolare.

Arriviamo alla Corte dei Miracoli dove assaggiamo stuzzichini a base di pancetta e di formaggio crotto Ombra ma soprattutto si degusta un bianco di Rivetti & Lauro e  La Contea di Triacca.

Devo ammettere che alcuni vini mi piacciono più degli altri, ma sono tutti molto apprezzati.

Procediamo quindi verso Cortile Malacrida e scendendo le scale per andare in cantina comincio a sentire un certo torpore alla testa.

Non mi starò ubriacando con così poco?  Nooo, sarà perché degustiamo molto velocemente perché il tempo è poco. In questo caso ci toccano un Monrose, rosè di Mamete Prevostini e uno Chardonnay Plozza. Le cantine che visitiamo sono molto caratteristiche e rendono la degustazione ancora più coinvolgente. E’ bello scoprire questi angoli di Valtellina, spesso sconosciuti, aperti in queste occasioni conviviali.

Le ripide scale portano a diversi livelli e le temperature ambiente si alternano a fresche e molto fresche.

Sasso a vista, illuminazione soft, vecchi accessori legati alla vita rurale del passato ti fanno entrare nell’atmosfera contadina valtellinese.

Arriviamo a Cantina Malacrida dove assaporiamo Brut Rosè di Bettini e un bianco Calis di Rivetti & Lauro accompagnati da lardo speziato e formaggio di Albaredo.

Ammetto che a questo punto la testa un pochetto mi gira e scendere e salire le scale diventa difficoltoso. J

Ma resisto! Che sia la mia prima “ciuca” della vita, ma non posso permettermi di non arrivare fino alla fine. Il mio amico per fortuna è più sobrio di me e mi incoraggia a proseguire.

Finalmente siamo alla 6^ tappa e ci aspettano dei fumanti “taroz” che vanno a mitigare i fumi dell’alcool. Quando tentano di versarmi il Brut Pignola Triacca supplico che me ne versino pochissimo. Non ce la faccio più e mi spiace gettare via l’oro di Bacco.

Le mie papille gustative sono decisamente soddisfatte, ma non essendo abituata a bere ma soprattutto a farlo in così poco tempo, comincio a desiderare di sedermi.

Sono le 22,30 e mancano 2 tappe. Giungiamo nell’ultima cantina profonda dove ci servono un Cuvee Caven di Nera Vini con bocconcini di salame di capra e asino e Bitto DOP. Accidenti anche solo per questo non potevo interrompere il mio “arduo” percorso.

Ammetto di aver saltato il Rezio IGT sempre di Nera, perché non reggevo più un solo goccio.

Ce ne siamo andati velocemente per arrivare alla tappa finale nei chiostri di S. Antonio dove ci aspettava una fantastica torta Morbegno al cioccolato e mandorle. Ultime scale che portavano dagli alpini che gestivano la postazione. Un piccolo sorso di un fantastico Opera Alpi Retiche di Mamete Prevostini, perfetto per il dolce.

Che serata e che corse. Ho detto al mio amico : il vino per ogni degustazione era poco, in tutto avrò bevuto un bicchiere. Perché mi gira la testa?

Abbiamo poi misurato e scoperto di aver bevuto in totale circa una bottiglia da 75 cl a testa in meno di 2 ore! Mamma miaaa! Ho capito la causa del mio torpore.

Terminata la degustazione dei vini davvero eccellenti, abbiamo proseguito la serata per le vie di Morbegno per smaltire i fumi dell’alcool e poter rientrare a Sondrio senza rischi (punti patente)

Qualche considerazione sull’evento.

Il prezzo del ticket che dava diritto a tutte le degustazioni era di € 35, scontato a € 30 per i residenti. Chi non beveva vino ma voleva solo visitare le cantine e degustare gli stuzzichini pagava € 20.

Ad ogni tappa era presente un sommelier certificato che ci spiegava le caratteristiche del vino che stavamo assaggiando.

Il prezzo per me, era giustificato dall’offerta e dalle degustazioni che sicuramente dovevano essere fatte con più calma e non di corsa come abbiamo fatto noi.

Abbiamo chiacchierato ad ogni tappa con chi gestiva le varie postazioni  e tutti ci hanno rivelato che si aspettavano molto più persone. I pronostici prevedevano 3000 persone, addirittura un treno speciale da Milano.

E invece gli avventori sono stati solo 150.

Mi spiace davvero perché la manifestazione meritava e mischiarla con la notte bianca ma soprattutto darle poca visibilità ha portato a questo scotto.

Il target per questo tipo di evento è ben diverso da quello che partecipa alla notte bianca .

Alla notte bianca c’erano bancarelle, degustazioni, musica, bar aperti ovunque, ristoranti con menù dedicati. Insomma quella tipica festa con clima estivo dove la gente, bambini e ragazzi inclusi,  passeggia, si incontra, stuzzica, beve un drink.

La Wine Night è un evento dedicato ad un pubblico più selezionato, appassionato di vini che per un pomeriggio desidera assaggiare e gustare con calma tutto il ben di Dio che viene servito nell’occasione.

Per mia opinione personale è stato un errore unire 2 eventi così diversi.

Forse l’esperienza di Morbegno in Cantina, dedicato soprattutto al vino rosso, ha portato gli organizzatori a pensare di riscuotere di default lo stesso successo.

Hanno dato per scontato che la gente partecipasse in massa, attirata dall’evento della Notte Bianca che si svolgeva in contemporanea. Hanno sbagliato. Il marketing per ogni evento non è da sottovalutare, va studiato caso per caso  e in questo caso hanno commesso gravi errori.

Ripeto, mi spiace perché poteva essere un’iniziativa molto bella.

Anche il prezzo dei ticket non era sicuramente quello adatto alle famiglie che escono di casa per la notte bianca.

Sono sempre più convinta che organizzare eventi sia sempre più difficile e solo un’attenta valutazione di tutti i fattori, possa portare validi risultati. A volte troppa sicurezza porta ad ignorare aspetti che invece fanno la differenza.

Personalmente mi sono divertita e soprattutto ho assaggiato vini eccellenti.

Nonostante abbia mischiato gusti e sapori non ho avuto un filo di emicrania (cosa che mi succede quando il vino è scadente), quindi l’evento valeva la pena di essere molto più partecipato.

Che questo faccia tesoro per le prossime edizioni di Wine Night che merita di essere la protagonista principale dell’evento.

Opinioni di una blogger valtellinese al 100%

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