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19/08/2017

S. Ludovico, S. Italo

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Una cena a sorpresa al Trippi

FOTO CALENDARIO VALTELLINESE ©

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BLOG | 02/05/17

logo Ristorante Trippi VISITA LA PAGINA DELL'AZIENDA!

Sabato sera. Si decide di uscire a cena. Decido io il luogo. Scelgo uno dei ristoranti valtellinesi partner di Calendario Valtellinese

Perché se loro sono miei clienti io contraccambio volentieri. Questa volta scelgo il Ristorante Trippi.

L’ultima volta ci ero stata prima di Natale in occasione della cena della Protezione Civile.  E avevamo mangiato davvero bene.

Questa volta ad attirarmi non è stato tanto il ristorante che conosco bene e raccomando spesso, ma il menù segreto e misterioso chiamato “Ghe pensi mi”.

Gianluca Bassola,  titolare e chef del ristorante, per il sabato sera ha studiato questa formula di menù dove si mangia quello che decide lui. Insomma bisogna fidarsi.

Premetto che conoscendo la cucina di Gianluca, gli ingredienti pregiati e accuratamente scelti per i suoi piatti, mi fido ciecamente.

Ma sai che bello andare in un ristorante a cena e non sapere in anticipo cosa mangi?

E' intrigante il gusto della sorpresa! La curiosità di assaporare cose nuove e insolite mi attirava da tempo…quindi ho proposto la cena ed è stata accettata.

Un po’ come quando vai ai matrimoni, ma in quel caso ti trovi il menù sul tavolo e la sorpresa dura poco. In questo caso invece il nulla. Anzi seguendo la sua pagina FB sapevo che ci sarebbero stati degli asparagi…niente altro.

Nell’atrio di ingresso del Ristorante Trippi sono esposti, in bellavista, alcuni dei prodotti che Gianluca utilizza per i suoi piatti ed essendo cose abbastanza particolari e magari non facili da reperire, offre la possibilità di cucinarli ed assaggiarli anche a casa propria.

Una piccola vetrinetta con formaggi di tutti i tipi e colori….attira la mia attenzione subito dopo aver varcato l’ingresso. Io posso solo guardarli…sigh.

Sul bancone invece sono ben esposte tante bottiglie di pregiati vini Valtellinesi

Ma entriamo in una delle sale da pranzo, con il camino acceso che non da fastidio anche se siamo in primavera e ci accomodiamo.

L’ambiente del Trippi è caratterizzato da molto legno, piuttosto scuro che da un tocco antico ma nel frattempo anche gradevolmente elegante.

Il servizio è impeccabile, molto gentili e cordiali le cameriere Edith ed Elisa, che illustrano i piatti di volta in volta descrivendo ogni portata e i suoi ingredienti. Insomma ti fanno venire l’acquolina ancora prima di vedere il cibo.

Ci facciamo consigliare anche un buon vino da accompagnare ai piatti a sorpresa. E la scelta cade su Arpepe, una garanzia.

Ma iniziamo le danze….dei piatti.

La prima pietanza è salmerino alpino con frutta di stagione e misticanza. Una delizia l’accostamento di mele a julienne e fragole con il pesce crudo. Spettacolare

Segue Carpaccio di fassona, marinda con olive teggiasche e olio di capperi di Pantelleria.  Premetto che non amo la carne cruda ma questo connubio di sapori non ha provato nemmeno a trattenermi. Talmente tenera che si scioglieva in bocca.

Che dire poi della burrata su un letto di catalogna ripassata e acciuga spagnola. Sgarro alla mia intolleranza ai latticini. Ma questa sera ci sta...

La mia idea della catalogna era di una verdura amarognola e invece con la burrata ho gustato davvero con immenso piacere qualcosa che non mangiavo più da anni.

Ed ecco che arriva un altro piatto a sorpresa: uova di selva con asparagi violetti e fonduta di granun valtellinese. Per chi pensa che ci sia poca differenza tra le uova, voglio smentire. Le uova di selva hanno un sapore più marcato, più dolce. Vanno giù che è un piacere. Tanto da fare scarpetta alla fine…

Ogni portata viene “sbafata” fino alla fine. I piatti vengono restituiti vuoti.

Le sorprese non deludono anzi. Arriviamo ora ai Taroz con pancetta.

Per me che adoro i taroz ma che non avvicino a causa delle mie intolleranze, è stata una vera e propria tentazione a cui non ho potuto resistere. La pancetta croccante sul quel fantastico connubio di patate, fagiolini, formaggio e burro…sento ancora il gusto.

Arriviamo finalmente al primo…mai io già sono sazia. Si presentano degli straccetti di segale con piselli, salsiccia e ricotta da grattugia.

Il profumo è invitante, la curiosità di assaggiare mi assale e anche questo piatto speciale a base di farina di segale finisce nel mio stomaco.

Ed ecco il secondo.Sottofiletto di femmina piemontese con crema di patate e peperoni stufati. Per fortuna la porzione non è abbondante perché davvero non ce la faccio più e non potrei assolutamente avanzare questo ben di Dio. La carne è tenerissima e con la crema di patate si abbina fantasticamente. I peperoni sono un’altra mia passione che però mangio raramente.

Altro piatto pulito. Ed ora….dolce?

Noooooo non ci sta più nulla però una fetta di bavarese alla fragola, devo assolutamente provarla.  Peccati di gola….ma questa sera ci vuole.

Sazia, soddisfatta ma senza quel “troppo pieno” che ti fa sentire male.

Ho assaporato cibi e sapori che solitamente non mangio e ho apprezzato tutto dal primo all’ultimo piatto. E anche chi era con me ha concordato che bisogna tornare al più presto da Trippi per scoprire le sorprese che ci riserva Gianluca.

Se vuoi davvero assaporare qualcosa di diverso, di speciale, di gustoso preparato con cura e ingredienti scelti e pregiati, devi andare da Trippi.

E di a Gianluca che ti mando io così ti tratta bene!

 

 

 

 

 

 

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