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11/12/2017

S. Damaso papa

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Foto Alessio Giovacchini ©

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TERRITORIO

La chiesa della Madonna di Campagna

Le origini La Chiesa fu costruita nel XVI secolo, là dove esisteva una cappella dedicata alla Vergine. L'attuale edificio, ampliato e risistemato rispetto alla "chiesicciuola" originaria venne consacrato nel 1593 dal vescovo di Como Feliciano Ninguarda. Le forme sobrie ed eleganti della struttura esterna sono sovrastate dal campanile a canna chiusa, portato a termine nel 1581, sormontato da un'edicola di epoca barocca. La facciata E' movimentata da uno splendido portale, inqua da un pronao in marmo bianco del 1593, due elementi che si fondono alla perfezione per equilibrio di forme e toni cromatici. Sul fronte del pronao ai lati del Padre Eterno, le figure ad altorilievo dell'Annunciazione. Il portale E' composto da due pilastri poggianti su plinti ornati da due tondi in cui sono visibili i bassorilievi di due profeti a mezza figura; una coppia di putti si trova al centro delle lesene, sui pennacchi dell'arco sono scolpiti due angeli volanti a figura intera, nell'atto di suonare le trombe. Il portone Ornato a rilievo da festoni di frutta pendenti e riquadrato da ghirlande d'alloro e cornici con volute, presenta in alto un mascherone di tipo grottesco. Realizzato dall'intagliatore Baldassarre Zucco, nel 1690. L'interno Colonne a pianta esagonale rivestite da scagliola dividono la Chiesa in tre navate. Il pavimento è in marmo bianco e nero con effetto "onda di mare". Gli eleganti confessionali, con fòrnice centrale sagomato e cimasa a volute ornati da intarsi a motivi geometrici e intrecci sono opera di Andrea Rinaldi del 1775. La cappella di destra Decorata da Giuseppe Coduri, detto il Vignoli, presenta una finta balaustra a pilastri ornati da volute sfrangiate a cartocci, dai quali pendono ghirlande di fiori; la finta cupola, riquadrata da cornici e stucchi, si apre in una lanterna, aperta da finestroni. La pala sull'altare raffigura l'Assunzione: in alto la Vergine, portata in cielo dagli angeli e, in basso, il sarcofago vuoto con sopra un serto di rose, attorniato dagli apostoli meravigliati. Il dipinto è una riproduzione dell'opera realizza nel 1773 da Gaetano Gandolfi. La cappella di sinistra E' dedicata a Santo Stefano. Il quadraturista Giuseppe Porro finge una balaustra, ornata di fiori policromi, sovrastata da finte colonne entro cui si apre una finestra a lunetta. Sulle facce esterne ed interne dell'intradosso, entro cornici in stucco, sono otto riquadri dipinti a fresco, contenenti quattro storie relative al Santo titolare della cappella di difficile lettura a causa del degrado della superficie pittorica e altrettante figure allegoriche rappresentanti le virtù. Alla mano del Porro si attribuiscono i quattro piccoli paesaggi a monocromo rosso che intervallano le virtù e le storie. La cupola Affrescata con episodi tratti dal Vecchio Testamento e simboli mariani è opera del pittore piemontese Giambattista Muttoni. In alto, sulla volta, entro una finta balaustra nella quale trovano posto otto tondi con simboli riferiti alla Vergine e iscrizioni latine, è dipinta l'Assunta circondata da angeli. Sui pennacchi sono raffigurati i quattro dottori del chiesa. Nel tamburo sono dipinti: Ester svenuta ai piedi di Assuero assiso in trono, Davide e Abigail Mosè di fronte al roveto ardente e Giosuè che ordina al Sole di fermarsi. Le volte Sulle volte e sulla fascia alta delle pareti il pittore bergamasco Giuseppe Prina affrescò tra il 1718 e il 1719, entro eleganti cornici e con cartigli indicanti i versetti biblici corrispondenti, episodi del Vecchio Testamento, dove le protagoniste sono prevalentemente figure femminili, prototipi delle virtù e della forza di Maria Vergine. Nella navata sinistra, sulla parete, si leggono: Mosè salvato dalla figlia del Faraone, una donna di Tekoa che intercede presso Davide. Sulla volta: il sogno di Giacobbe; Giuditta e Oloferne. Nella navata centrale sono affrescate le scene di Rebecca al pozzo e di Betsabea che incontra Salomone. Nella navata destra, sulla parete, Rut nel campo di Booz e la profetessa Debora. Sulla volta l'arca dell'Alleanza e Giaele e Sisara. Sulla controfacciata, a lato del cartiglio centrale, con la scritta che fa riferimento alla consacrazione della chiesa, si trovano Blaam e Mosè, Salomone e Davide. L'altare Maggiore Sull'altare maggiore affresco devozionale del '400. La Madonna è seduta su un trono a pinnacoli coronata, con mantello rosso foderato di verde e veste gialla; il Bambino stringe un fiorellino nella sinistra e volge lo sguardo a S. Antonio abate che si trova a destra, con veste scura e con i tipici attributi del pastorale, del libro e del campanello. A sinistra è S.Maurizio, titolare della Parrocchia, con corta barba e ca ricciuti; indossa un mantello rosso con fodera bianca trapuntata e regge due bandiere bianche crociate di rosso. L'affresco fu a lungo oggetto di venerazione per gli interventi miracolosi attribuiti alla Madonna L'organo L’organo della chiesa della Madonna di Campagna è uno dei più antichi della Lombardia, secondo soltanto a quello della Madonna Incoronata di Lodi. L'organo fu commissionato, nel 1518 dai rettori per la chiesa parrocchiale all'organaro Antonio Bizarri di Padova, ma attivo a Milano, e successivamente fu qui trasferito, nel 1657. Sopravvive ancora, in numero modesto, qualche canna originale. Nel 1589 (quando ancora erra allogato presso la chiesa parrocchiale) fu sottoposto a restauro a opera di un membro della famiglia Antegnati. Allorché, nella metà del ‘600, fu trasportato presso la sede attuale, subì un radicale rinnovamento ad opera, probabilmente, dello stesso Carlo Prata, o Prati, che realizzava allora il nuovo strumento per la parrocchiale La cassa è sormontata da un fastigio barocco con statue e angeli ed è fiancheggiata da due grandi telamoni in noce, che reggono un capitello dorato. La fronte della cantoria è ripartita in nicchie separate originariamente da colonnine e piccole statue. Lo strumento, perfettamente recuperato da un sapiente restauro eseguito dalla ditta Fratti di Campogalliano all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, oggi è utilizzato per concerti da maestri di fama europea. Il dipinto che fronteggia l'organo è l'Immacolata Concezione, entro una cornice in marmo nera venato. La Vergine, fiancheggiata da due fi sedute, forse Adamo ed Eva, è circondata da una schiera di angeli musicanti che si apre verso l'alto, illuminata dalla luce divina. La tela fu realizzata da Giovanni Maria Piazzi nel 1678. Il presbiterio E' completato da stalli corali in legno scolpiti e dipinti. Le pareti e il catino absidale sono affrescate con finte architetture e arricchiti da decorazioni a stucco di Bernardo Bianchi (1619). Il pulpito E' un'opera leggera ed elegante per la policromia e per la qualità dell'intaglio; il balcone ha sei facce con raffigurazione di anfore e volute fogliacee entro arcate. Il baldacchino reca un fregio con motivo di frutta ed uva ed è sormontato da un traforo con pinnacolini.

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