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28/06/2017

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Albosaggia

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TERRITORIO

Albosaggia

Albosaggia sembra derivare il suo nome da termini quali Alpes Agia, Monte Santo, o, ma solo per assonanza, Albutiacula, che rimanda alla gens romana degli Albuij, o ancora da Albosarius, boscaiolo. Il toponimo Albosagia compare su documenti del XII secolo e da allora è rimasto sostanzialmente invariato. Il ritrovamento di un'ascia di bronzo ad alette, ora al museo Giovio di Como, fa supporre che fosse abitata già in epoca preistorica o quantomeno fosse zona frequentata da cacciatori. Vennero ritrovate anche diverse monete romane dell'età imperiale. La Valle di San Salvatore, secondo lo storico Quadrio (XVII sec.), nel VI-VII secolo doveva avere già molti abitanti. La strada che collegava la media valle dell'Adda con le popolazioni delle vallate bergamasche attraverso il passo del Publino o di San Salvatore ebbe nel tempo un'importanza notevole. Anche per chi volesse raggiungere Lecco o Como, le mulattiere dei valichi alpini, impervie e faticose, erano preferite, nella bella stagione, alle strade lunghe e tortuose fino a Colico e al tragitto del lago su imbarcazioni spesso insicure e lente. In epoca medioevale Albosaggia appare contesa da più parti: la valle del Livio o San Salvatore difendeva almeno in parte dai Capitanei di Berbenno, mentre il rimanente territorio era una vicinia di Sondrio. Vi ebbero beni gli xenodochi dei Santi Remigio e Perpetua di Tirano, vi esistevano interessi già dal XIII secolo della famiglia comasca dei Quadrio residenti a Ponte, ma anche di famiglie nobili Bergamasche. Da un documento risulta che Albosaggia, nel 1308, era una vicinia di Sondrio; da altri atti notarili del 1370 sembra avesse ottenuto le premesse per l'autonomia amministrativa. Nel 1335 passò sotto il dominio dei Visconti, ai quali rimase fedele anche durante la rivolta contro di essi del 1369/70. Nel 1435 Albosaggia fu data in feudo ai Quadrio di Ponte. La Parrocchia ottenne l'indipendenza amministrativa, rispetto alla Pievana di Sondrio, nel 1471.Scopri di più. Clicca qui.

stemma Albosaggia

Stemma di Albosaggia

ALBOSAGGIA, 484m s.l.m. - 3071 abitanti

Stemma: di rosso alla campana d'argento battagliata di nero, munita di corona costituita da due delfini uniti con le pinne caudali, accompagnata in punta da due spade in decusse d'argento, con le punte in alto guarnite d'oro.
Tratto da "Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli.

santo patrono Albosaggia

Santa Caterina

Santa Caterina d'Alessandria (287 – Alessandria d'Egitto, 305) vergine e martire.
Nel 305 un imperatore romano tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria.
Caterina si presentò a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, nel corso dei quali si celebravano feste pagane con sacrifici di animali e accadeva anche che molti cristiani, per paura delle persecuzioni, accettassero di adorare gli dei. Caterina rifiutò i sacrifici e chiese all'imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità, argomentando la sua tesi con profondità filosofica.
L'imperatore, che, secondo la Legenda Aurea, sarebbe stato colpito sia dalla bellezza che dalla cultura della giovane nobile, convocò un gruppo di retori affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo.
L'imperatore ordinò la condanna a morte di tutti i retori e dopo l'ennesimo rifiuto di Caterina la condannò a morire anch'essa su una ruota dentata. Tuttavia, lo strumento di tortura e condanna si ruppe e Massimino fu obbligato a far decapitare la santa.