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27/06/2017

S. Cirillo d\u0027Aless.

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Ardenno

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TERRITORIO

Ardenno

Superate le fresche e spumeggianti acque del torrente Masino appare la piana d'Ardenno. Il Culmine di Dazio la divide in modo naturale dalla bassa Valtellina, alla quale però è strettamente legata. La vista si apre verso Sondrio e si spinge fino al gruppo dell'Adamello. Il suo territorio si espande, dal fondovalle verso la Val Masino, con i nuclei abitati di: Masino, Cavallari,  Arsizio, Scheneno, Gaggio, Biolo e Piazzalunga. Ardenno appare come un piccolo comune con le frazioni sparse in sponda Retica, poco abitate, e con il fondovalle costellato di piccoli e medi insediamenti. Un tempo Ardenno non si presentava così. Qui nell'anno 1010 si costituì la pieve di Ardenno che si estendeva dalla riva destra del Bitto fino a Berbenno. Si ha memoria anche di un antico castello di S. Lucio e di una torre vescovile dove si riscuotevano le entrare dei beni che il vescovo di Como possedeva in Valtellina. Nel medioevo il borgo era protetto e cinto di mura con ben due torri. Questo benessere terminò in modo funesto ed improvviso, per cause naturali. Una rovinosa frana, nel 1538, distrusse quasi tutto il paese. Il terribile smottamento si fermò davanti alla chiesa di S. Lorenzo, e la piazza, ancor oggi, presenta un rilievo più alto rispetto la zona limitrofa.Scopri di più. Clicca qui

santo patrono Ardenno

San Lorenzo

Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma, dove vennemartirizzato nel 258 durante la persecuzione voluta dall'imperatore romano Valeriano nel 257. La Chiesa cattolica lo venera come santo.

Le notizie sulla vita di san Lorenzo, che pure in passato ha goduto di una devozione popolare notevole, sono scarse. Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei.

Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all'epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un'amicizia e una stima reciproche. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.

Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove.

Si dice a Ardenno:

  • L’acqua  de Santa Crúus la sbögia tücc’ i nuus (l'acqua di Santa Croce buca tutte le noci)
  • "A setémbre aqua e lüna i è de fùnc’ la fùrtüna". (A settembre acqua e luna sono la fortuna dei funghi)
  • "A tücc i Sant tabàr e guànt" (a Tutti i Santi tabarro e guanti)
  • "L’è mìga de fàsen maravöia de niént". (non bisogna stupirsi di nulla).
  • A andà se pòrta la schéna, a vignì se porta 'l müs (quando uno se va può voltare la schiena, con orgoglio, ma quando si torna bisogna mostrare la faccia, quindi essere umili )
  • Genarùn spàza suléé e balcùn (il lungo gennaio spazza solai e balconi, riduce le provviste)
  • L’acqua  de Santa Crúus la sbögia tücc’ i nuus (l'acqua di Santa Croce buca tutte le noci)
  • Macc’ frèsc e bagnàa el fa bée a la vigna e al pràa (maggio fresco e bagnato fa bene alla vigna ed al prato)
  • Ogni an che uée, fa spera ‘n bée (ogni anno che viene, si spera in bene)
  • Pan e nisciöö mangià de fiöö, pan e nus mangià de spus (pane nocciole sono cibo per bambini, pane e noci cibo degno di sposi)
  • Se i castàgn el fiörés de macc’ va sutt cul sacc, s'el fiörés de giügn, strinc el pügn (se i castagni fioriscono a maggio vai sotto con il sacco, se fioriscono a giugno stringi il pugno, perché ci sarann poche castagne)
  • S’el piöff de San Mudèst la fa püseé maa l'aqua che i tampèst (se piove il giorno di san Modesto fa più male l'acqua della tempesta)
  • Un bel Ginée el fa piàncc’ in febrée (un bel gennaio fa piangere in febbraio)