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28/06/2017

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Buglio In Monte

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TERRITORIO

Buglio In Monte

Il suo nome deriva da un termine del dialetto locale, ''bui'', ovvero fontana.  Fu per vario tempo una "corte", concessione imperiale agli ecclesiastici, appartenendo nel IX secolo ai vescovi di Como e, successivamente al vescovo di Coira.  Nella seconda metà del '300 partecipò, insieme ad altri paesi della Valtellina, alla rivolta contro i Visconti, diventando poi un feudo della potente famiglia dei Parravicini.  La comunità di Buglio viene menzionata nella cronaca del viaggio episcopale del 1589 compiuto in quelle terre dal vescovo di Como. Con una storia abbastanza anonima, viene ricordata soprattutto per le pagine scritte durante la seconda guerra mondiale e legate alla Resistenza. Scopri di più. Clicca qui

stemma Buglio In Monte

Stemma di Buglio In Monte

BUGLIO IN MONTE, 577 m s.l.m. - 2076 abitanti

Stemma: d'azzurro al cervo d'oro, attraversante la banda diminuita, d'argento, fermo sul masso trapezoidale di verde, fondato in punta.

"Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli.

santo patrono Buglio In Monte

San Fedele

San Fedele di Como (... – Sorico, III secolo) è stato l'evangelizzatore della Chiesa di Como, martire ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano.
Le notizie sul suo conto sono scarse e, in parte, contraddittorie.
Un primo elemento accertato è che egli sia stato convertito al Cristianesimo da Materno, poi vescovo di Milano dal 316 al 328 e predecessore di Ambrogio.
Un secondo elemento accertato è che egli rivestisse un incarico di stato.
Un terzo elemento riguarda la missione che Materno gli avrebbe affidato di evangelizzare il municipium di Como e la sua vasta provincia (Bellinzona, Valtellina, ...), ancora largamente pagana.
Un quarto elemento riguarda il martirio, avvenuto sulle rive del lago di Como. Ennodio (morto del 521), narrando la vita di Sant'Antonio di Lerino, ricorda che il suo primo rifugio fu presso la sepoltura di San Fedele, nel punto in cui "il Lario depone la minaccia dei suoi bianchi arieti, quando la terra gli oppone il duro freno delle rive". La descrizione corrisponde all’antico punto terminale settentrionale del Lago di Como (che, allora, non era diviso dall'attuale Lago di Mezzola e, quindi, guadagnava circa 10 chilometri verso nord). Ed esattamente lì, nel 964, venne dissepolto un antico sacello, che conservava le reliquie del santo. Il sacello venne sostituito con l'ancora esistente Oratorio di San Fedele sull'ultimo lembo costiero nord del comune di Sorico. Le reliquie vennero trasportate a Como e custodite nella chiesa a lui dedicata, già Chiesa di Santa Eufemia;nel 1572, San Carlo Borromeo pretese la traslazione dei resti a Milano.

(Fonte:Wikipedia)