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23/08/2017

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Delebio

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TERRITORIO

Delebio

Oltrepassato Piantedo un lungo rettilineo porta alla strettoia nel centro di Delebio. Il nucleo abitato è circondato a nord, oltre la ferrovia, di verdi e pianeggianti prati mentre il centro storico si spinge fino alle pendici delle Alpi Orobie. Ricco di storia ed arte, Delebio fu tra i primi nuclei abitati ad essere trasformato in Comune; il 12 agosto 1204. Oggi rappresenta uno dei centri più importanti della Bassa Valtellina grazie ad una vivace attività artigiane ed industriale. Il territorio di Delebio ad est è delimitato dal torrente Lesina, che scende dall'omonima valle, e ne segna il confine naturale con Andalo, mentre verso ovest il confine con il contiguo comune di Piantedo è rappresentato dal piccolo torrente Madriasco. La zona artigianale e industriale costeggia la strada statale 38 lungo la direttrice Piantedo-Delebio. Il nucleo abitato di Delebio si completa con l'abitato di Torraccia nella parte alta del paese e il suo territorio si spinge fino ai 2610 m. s.l.m. del Monte Legnone.Scopri di più. Clicca qui

stemma Delebio

Stemma di Delebio

DELEBIO, 218m s.l.m. - 2819 abitanti

Stemma: di rosso a due spade d'argento poste in decusse con le punte verso il basso, accompagnate in capo da un castello del secondo, merlato alla ghibellina, aperto e finestrato del campo.

"Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli.

santo patrono Delebio

San Carpoforo

Carpoforo, Essanto, Cassio, Severino, Secondo e Licinio furono sei soldati romani della Legione Tebea martirizzati durante il regno dell'imperatore Massimiano. Condannati a morte per non aver voluto sacrificare agli dei romani, tentarono di fuggire verso le Alpi, ma vennero raggiunti e catturati. Furono giustiziati a Como attorno al 303-305.

La Chiesa li festeggia come martiri della fede il 7 agosto.

Alla fine del IV secolo fu eretta la basilica di San Carpoforo, per volere del primo vescovo di Como, San Felice, a Como dal 386. Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata su un antico tempio di Mercurio riutilizzato per ospitare i resti di Carpoforo e degli altri martiri della Legione.

All'interno del chiostro di San Carpoforo ora sorge l'Istituto San Carpoforo, scuola gestita dalle religiose dell'Assunzione di Santa Maria Eugenia.

Il loro culto è collegato a quello di altri due santi soldati Felino e Graziano.