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20/10/2017

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Forcola

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TERRITORIO

Forcola

Comune del terziere inferiore della Valtellina, e della squadra di Morbegno, appartenne alla pieve di Ardenno. Della comunità della Forcola (il toponimo è citato con l’articolo determinativo) fecero parte le contrade di Motta, Del Cà e Sumvalle nel territorio di Campo in Val di Tartano (Orsini 1959 a; Gusmeroli 1989). Forcola non partecipò alle adunanze delle comunità della giurisdizione di Morbegno nel 1363: poiché a quegli incontri non convennero le vicinie, ma solo i rappresentanti dei comuni con propria autonomia amministrativa, si può stimare che l’origine del comune di Forcola sia posteriore (Fattarelli 1986). Forcola dovette originariamente fare parte del comune di Ardenno, dal quale figurava staccato, sia pure non costituito in comune autonomo ma in semplice squadra, nel 1380: in quello stesso anno si riunì un consiglio della squadra di Morbegno, con lo scopo di eleggere i rappresentanti delle varie comunità poste alla sinistra dell’Adda sotto una sola direzione. Nel sindacato del 19 gennaio 1388 con cui il terziere inferiore della Valtellina promise fedeltà a Galeazzo Visconti, Forcola era invece compreso tra i comuni della prima squadra del terziere (Fattarelli 1986).Scopri di più. Clicca qui

stemma Forcola

Stemma di Forcola

FORCOLA, 289 m s.l.m. - 888 abitanti

Stemma: troncato semipartito: nel 1º d'azzurro alla mitra vescovile d'oro caricata di una crocetta di rosso, con le infule rivolte verso l'alto, attraversante il pastorale d'oro, posto in una banda, con il manico ricurvo posto nell'angolo destro del capo; nel 2º di rosso alla mucca d'argento, pezzata di nero ferma sulla pianura di verde; nel 3º d'oro al castagno di verde, fruttato d'oro, fustato al naturale e nodrito nella pianura di verde.Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna""di Marco Foppoli.

""Ha lo stemma ufficiale così descritto: troncato semipartito: nel PRIMO, di azzurro, alla mitra vescovile d’oro, caricata dalla crocetta greca di rosso, con le infule volte all’insù, attraversante il pastorale d’oro, posto in banda, con il manico ricurvo posto nell’angolo destro del capo; nel SECONDO di rosso, alla mucca d’argento, pezzata di nero, ferma sulla pianura di verde; nel TERZO, d’oro al castagno di verde, fruttato di sei d’oro, fustato al naturale, nodrito nella pianura di verde. Ornamenti esteriori da Comune. Sono vietati l’uso e la riproduzione dello stemma e del gonfalone per fini diversi da quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Municipale."" (dallo statuto comunale)"

santo patrono Forcola

San Giuseppe

San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell'ebraico Yosef, attraverso il latino Iosephus. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come Sacra Famiglia. Secondo la tradizione degli apocrifi, in particolar modo il Protoevangelo di Giacomo (II secolo) Giuseppe, discendente dalla famiglia di David e originario di Betlemme, prima del matrimonio con Maria si sposò con una donna che gli diede sei figli, quattro maschi (Giuda, Giuseppe, Giacomo e Simeone) e due femmine (Lisia e Lidia). Rimase però ben presto vedovo e con i figli a carico. Gli apocrifi cercavano in tal modo di giustificare la presenza di fratelli di Gesù nei Vangeli. La Chiesa ortodossa accoglie questa tradizione (come ben mostrato nei mosaici della chiesa di San Salvatore in Chora, a Costantinopoli), mentre la Chiesa cattolicarifiuta questa interpretazione, e sostiene che si trattasse di cugini o altri parenti stretti (in greco antico vi sono due termini distinti:adelfòi, fratelli, e sìnghnetoi, cugini, ma in ebraico e in aramaico una sola parola, ah, è usata per indicare sia fratelli sia cugini. Seguendo ancora la tradizione apocrifa, Giuseppe, già in età avanzata, si unì ad altri celibi della Palestina, tutti discendenti di Davide, richiamati da alcuni banditori provenienti da Gerusalemme. Il sacerdote Zaccaria aveva infatti ordinato che venissero convocati tutti i figli di stirpe reale per sposare la giovane Maria, futura madre di Gesù, allora dodicenne, che era vissuta per nove anni nel tempio. Per indicazione divina, questi celibi avrebbero condotto all’altare il loro bastone, Dio stesso ne avrebbe poi fatto fiorire uno, scegliendo così il prescelto. Zaccaria entrato nel tempio chiese responso nella preghiera, poi restituì i bastoni ai legittimi proprietari: l’ultimo era quello di Giuseppe, era in fiore e da esso uscì una colomba che si pose sul suo capo. Giuseppe si schermì facendo presente la differenza d’età, ma il sacerdote lo ammonì a non disubbidire alla volontà di Dio. Allora questi, pieno di timore, prese Maria in custodia nella propria casa.

Si dice a Forcola:

  • "Ginéer de gacc', feuréer de macc' "
  • (Gennaio dei gatti, febbraio dei matti, cioè buon gennaio, cattivo febbraio).
  • Un bel ginéer el fa pciànsc in feuréer (un bel gennaio fa piangere in febbraio)
  • "Ogni an che uée fa sperà in bée"
  • (Ogni anno che viene fa sperare in bene).
  • "Se la tredesana la beskanta el ne turna indrée quaranta" (se il tredici di maggio stona, cioè è brutto tempo, si torna indietro di quaranta giorni)
  • "Strasc e petasc fina al trèdes de macc', strasc e petogn fina ai trèdes de giögn" (stracci e giacca fino al tredici di maggio, stracci e ciabatte dopo il tredici di giugno)
  • San Vincéns de la gran fregiüra, San Lurenz de la gran caldüra, l'ön e l'òtru pòch el düra (San Vincenzo del gran gelo, San Lorenzo del gran caldo, l'uno e l'altro poco durano)
  • "Ul dè de S. Bèl, ul sul per ogni zapel"
  • (Il giorno di San Bello il sole raggiunge tutti i passi della montagna)
  • "Quant de uturi ' pciöf e 'l truna, l'inuernada la sarà buna". (Quando ad ottobre piove e tuona, l'inverno sarà buono).
  • "Sant'Andrea de la barba bianca iè rar i agn che la ghe manca". (sant'Andrea dalla barba bianca, sono rari gli anni in cui gli manca, perché nevica).
  • Ginéer de gacc', feuréer de macc' (gennaio dei gatti, febbraio dei matti, cioè buon gennaio, cattivo febbraio)
  • Macc’ frèsc e bagnàa el fa bée a la uigna e al pràa (maggio fresco e bagnato fa bene alla vigna ed al prato)
  • Se 'l pciöf ul dè de l'Ascensiùu, de trii graa el ne cala duu... (se piove il giorno dell'Asscensione, la temperatura cala di tre gradi)
  • Se la Madona Candelora l'è serée el pegurée el cumpra el fée, se l'è nivul el cumpra el sìvul(se il giorno della Madonna della Candelora è sereno, il pastore compra il fieno, se è nuvoloso, compra lo zufolo: nel primo caso si annuncia, infatti, un inverno ancora lungo, nel secondo una primavera precoce)