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28/06/2017

S. Attilio

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Mello

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TERRITORIO

Mello

L'abitato di Mello si estende su un ampio dosso panoramico, distribuito tra vigneti ben curati che si incontrano salendo da Traona lungo la strada provinciale che porta al centro del paese. Come per tutti i Comuni della Costiera dei Cech anche Mello è formato da numerosi centri abitati distribuiti su varie altitudini ed il suo territorio è confinante con quello dei comuni di Traona, di Cercino, di Civo e di Novate Mezzola. La sua esistenza ebbe inizio attorno all'anno Mille, come provano alcuni documenti della pieve di Olonio. Un passato importante che portò Mello a raggiungere il suo massimo splendore nel sec. XII, quando era il centro più importante dell'intera Costiera. Rari sono però i segni di questa notorietà civile e sociale e con difficoltà sono rintracciabili negli edifici della Mello di oggi.Scopri di più. Clicca qui

stemma Mello

Stemma di Mello

MELLO, 681m s.l.m. - 992 abitanti

"Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli

Stemma: d'azzurro alla fascia d'argento accompagnata in capo da tre stelle a sei punte del secondo ordinate in fascia.

santo patrono Mello

San Fedele

San Fedele di Como (... – Sorico, III secolo) è stato l'evangelizzatore della Chiesa di Como, martire ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano.
Le notizie sul suo conto sono scarse e, in parte, contraddittorie.
Un primo elemento accertato è che egli sia stato convertito al Cristianesimo da Materno, poi vescovo di Milano dal 316 al 328 e predecessore di Ambrogio.
Un secondo elemento accertato è che egli rivestisse un incarico di stato.
Un terzo elemento riguarda la missione che Materno gli avrebbe affidato di evangelizzare il municipium di Como e la sua vasta provincia (Bellinzona, Valtellina, ...), ancora largamente pagana.
Un quarto elemento riguarda il martirio, avvenuto sulle rive del lago di Como. Ennodio (morto del 521), narrando la vita di Sant'Antonio di Lerino, ricorda che il suo primo rifugio fu presso la sepoltura di San Fedele, nel punto in cui "il Lario depone la minaccia dei suoi bianchi arieti, quando la terra gli oppone il duro freno delle rive". La descrizione corrisponde all’antico punto terminale settentrionale del Lago di Como (che, allora, non era diviso dall'attuale Lago di Mezzola e, quindi, guadagnava circa 10 chilometri verso nord). Ed esattamente lì, nel 964, venne dissepolto un antico sacello, che conservava le reliquie del santo. Il sacello venne sostituito con l'ancora esistente Oratorio di San Fedele sull'ultimo lembo costiero nord del comune di Sorico. Le reliquie vennero trasportate a Como e custodite nella chiesa a lui dedicata, già Chiesa di Santa Eufemia;nel 1572, San Carlo Borromeo pretese la traslazione dei resti a Milano.

(Fonte:Wikipedia)

Si dice a Mello:

  • "Quand el gal el canta nel pulé, spèta l’acqua al grundént". (quando il gallo canta nel pollaio, aspettati abbondante acqua).
  • Al vegna Pasqua quand al n'a vöia che S. Giorg el mena la föia (venga la Pasqua quando vuole, che S. Giorgio porta le foglie)
  • L’invernu el l'à mai maià i ratt (L'inverno non l'hanno mai mangiato i topi)
  • L’üga a la tina e i castègn a la casina (l'uva nel tino e le castagne nel casello)
  • Piena la tina, vöida la casina (pieno il tino, vuoto il fienile - un tempo asciutto favorisce la vendemmia ma non la fienagione)
  • Quand el gal el canta nel pulé, spèta l’acqua al grundént (quando il gallo canta nel pollaio, aspettati abbondante acqua