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19/08/2017

S. Ludovico, S. Italo

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Pedesina

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TERRITORIO

Pedesina

Pedesina conta 34 abitanti e ha una superficie di 6,2 chilometri quadrati per una densità abitativa di 5,48 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 1032 metri sopra il livello del mare.
Al paese si accede:
- In treno: da Milano, Lecco, si raggiunge Morbegno. Dalla stazione di Morbegno proseguire con autobus STPS per Gerola: la fermata del capolinea è sulla destra appena usciti dalla stazione.
- In macchina: da Milano, Lecco superstrada SS. 36 fino al Trivio di Fuentes, poi SS. 38 in direzione Valtellina; a Cosio girare a destra; da Morbegno imboccare sulla destra la strada provinciale 72 per la Valgerola; quindi Sacco, Rasura e a 2 km circa arrivo a Pedesina.Scopri di più. Clicca qui

stemma Pedesina

Stemma di Pedesina

PEDESINA, 1021m s.l.m. - 35 abitanti

Stemma: d'azzurro alla sbarra ondata d'argento al monte di 6 cime poste1,2,3.

"Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli

santo patrono Pedesina

Sant'Antonio

Sant'Antonio di Padova, in portoghese Santo António de Lisboa, al secolo Fernando Martins de Bulhões (Lisbona,15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), fu un religioso portoghese canonizzato dalla Chiesa cattolica e proclamato nel 1946 dottore della Chiesa. Da principio monaco agostiniano a Coimbra dal 1210, poi dal 1220 frate francescano. Viaggiò molto, vivendo prima in Portogallo quindi in Italia ed in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi, dove vide e ascoltò di persona san Francesco d'Assisi. Terminato il capitolo, Antonio fu inviato aMontepaolo di Dovadola, nei pressi di Forlì. Dotato di grande umiltà, ma anche di grande sapienza e cultura, per le sue valenti doti di predicatore, mostrate per la prima volta proprio a Forlì nel 1222: proprio per questo, prima di diventare "di Padova", fu a lungo conosciuto come "Antonio da Forlì".

Antonio fu incaricato dell'insegnamento della teologia e inviato dallo stesso san Francesco a contrastare la diffusione dell'eresia catara in Francia. Fu poi trasferito a Bologna e quindi a Padova. Morì all'età di 36 anni. È notoriamente e popolarmente considerato un grande santo, anche perché di lui si narrano grandi prodigi miracolosi, sin dai primissimi tempi dalla sua morte e fino ai nostri giorni. Tali eventi prodigiosi furono di tale intensità e natura che facilitarono la sua rapida canonizzazione, inferiore ad un anno (è il Santo canonizzato più rapidamente nella storia della Chiesa) e la diffusione mondiale della sua devozione, che lo rendono il santo più venerato al mondo.

Si dice a Pedesina:

  • A prumèt el fa miga maal la schéna (a promettere non fa male la schiena)
  • El pàan di iotri el gà sü sèt crùsti e un crostùn (il pane degli altri ha sette croste e un crostone)
  • Ell miis d'agust, giù 'l suul, l'è fusk (il mese d'agosto calato il sole viene subito notte)
  • Fin che ghe n'é, viva el Re, quand ghe n'è piü àmen pòor Gesü (fin che ce n'è, viva il Re, quando non ce n'è più, amen buon gesù)
  • Fümm in giù, cabri in sü (quando il fumo scende verso il basso, le capre salgono in alto)
  • I nigui i va in giù, se l'acqua la va in sü (le nuvole vanno in giù, se l'acqua va in su)
  • I nigui i va in giù, se l'acqua la va in sü (le nuvole vanno in giù, se l'acqua va in su)
  • Ogni cà, la gà el so spazzacà (ogni casa ha il proprio solaio)
  • Se 'l fioca russ, l'istaa l'è fusk… (se nevica rosso, l'estate è fosa)
  • Se 'l truna el dì de S. Mark 'l turna n'drée l'invernu quaranta dì! (se tuona il giorno di San marco, torna indietro l'inverno, per quaranta giorni)
  • Se el suul el turna indrée,'n gà l'acqua fina ai pée (se si rasserena alla sera, avremo molta acqua)
  • Ul rìis el nas in de l'acqa, el gà de murì in del vìin (il riso nasce nell'acqua e deve morire nel vino, con riferimento al risotto)
  • Un tartùful al dì, ma a sua cà (anche solo una papata al giorno, ma a casa propria)