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27/06/2017

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Poggiridenti

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TERRITORIO

Poggiridenti

Preistoria Come tutta la mezzacosta retica, asciutta e soleggiata, il territorio è probabilmente abitato da popolazioni liguri Età romana Resti di monete imperiali documentano insediamenti umani V secolo d.C. Probabilmente già si costituiscono le pievi (unità religiose e amministrative locali) XII secolo d.C. Pendolasco è una “corte” (piccolo beneficio concesso dall’imperatore a dei laici) all’interno della pieve di Tresivio XII — XIV secolo Si insediano a Pendolasco diverse famiglie come i Galli, che provengono dal lago di Como, e i de Masciochis, che assumeranno poi il cognome Ferrari perché, stabilitisi presso il torrente Rogna, fanno i fabbri ferrai. 1251 Un documento attesta la presenza di uno xenodochio (ospizio gratuito per forestieri e pellegrini) 1349 In un testamento si nomina la quadra di San Fedele del Pendolasco (la quadra era un organo amministrativo che gestiva una parte ben definita di territorio comunale)...Scopri di più. Clicca qui

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stemma Poggiridenti

Stemma di Poggiridenti

POGGIRIDENTI, 564m s.l.m. - 1771 abitanti

Stemma: partito nel 1º d'azzurro alla torre quadrata d'oro posta di spigolo, fondata sulla pianura di verde; nel 2º d'oro al grappolo d'uva di porpora, fogliato di verde accompagnato dalla pianura del secondo.

Tratto da "Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli.

santo patrono Poggiridenti

San Fedele

San Fedele di Como (... – Sorico, III secolo) è stato l'evangelizzatore della Chiesa di Como, martire ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano e Massimiano.
Le notizie sul suo conto sono scarse e, in parte, contraddittorie.
Un primo elemento accertato è che egli sia stato convertito al Cristianesimo da Materno, poi vescovo di Milano dal 316 al 328 e predecessore di Ambrogio.
Un secondo elemento accertato è che egli rivestisse un incarico di stato.
Un terzo elemento riguarda la missione che Materno gli avrebbe affidato di evangelizzare il municipium di Como e la sua vasta provincia (Bellinzona, Valtellina, ...), ancora largamente pagana.
Un quarto elemento riguarda il martirio, avvenuto sulle rive del lago di Como. Ennodio (morto del 521), narrando la vita di Sant'Antonio di Lerino, ricorda che il suo primo rifugio fu presso la sepoltura di San Fedele, nel punto in cui "il Lario depone la minaccia dei suoi bianchi arieti, quando la terra gli oppone il duro freno delle rive". La descrizione corrisponde all’antico punto terminale settentrionale del Lago di Como (che, allora, non era diviso dall'attuale Lago di Mezzola e, quindi, guadagnava circa 10 chilometri verso nord). Ed esattamente lì, nel 964, venne dissepolto un antico sacello, che conservava le reliquie del santo. Il sacello venne sostituito con l'ancora esistente Oratorio di San Fedele sull'ultimo lembo costiero nord del comune di Sorico. Le reliquie vennero trasportate a Como e custodite nella chiesa a lui dedicata, già Chiesa di Santa Eufemia;nel 1572, San Carlo Borromeo pretese la traslazione dei resti a Milano.

(Fonte:Wikipedia)