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18/08/2017

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San Giacomo Filippo

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San Giacomo Filippo

Il nostro piccolo Comune ha dato il nome ad una Valle importante che collega il Sud delle Alpi con il versante svizzero; si tratta di una zona sita nel nord della Lombardia, con una caratteristica geografica: è la Valle Italiana più lontana dal mare, immersa in uno splendido scenario montano. Il Comune di Val San Giacomo costituisce una realtà amministrativa già delineata alla fine del XII secolo; nel 1205 Val San Giacomo compariva come comune e università, con diritto di essere rappresentato da consoli nel comune di Chiavenna; con Chiavenna e altre comunità del contado partecipò a convenzioni e accordi con la comunità di Schams nel 1219, e nel 1226 all’appalto per la costruzione della strada da Campodolcino a Madesimo. L’autonomia del comune di Val San Giacomo, dotato di propri statuti, nell’ambito del contado di Chiavenna, già delineata probabilmente in epoca viscontea-sforzesca, fu riconfermata dai Grigioni con privilegio dato a Ilanz il 18 febbraio 1513 e il 4 dicembre 1639. La nostra Provincia, infatti, nei secoli XVI e XVII, era staccata dal resto della Lombardia e soggetta al dominio di quello che poi divenne il Cantone dei Grigioni, confluito nella Confederazione Elvetica. Secondo gli statuti del 1538 (Statuti, Val San Giacomo) la valle era divisa in otto quartieri: San Giacomo, Monti di San Bernardo, Monti di Olmo e Somma Rovina, Campodolcino, Fraciscio, Starleggia e Pianaccio, più quattro squadre, due per Isola, Tegge, Rasdeglia. Gli statuti del 1538 contenevano norme penali autonome rispetto a quelle degli statuti criminali di Chiavenna, che erano quasi coevi. Accanto agli statuti di valle esistevano gli ordini e le regole per la disciplina del pascolo e delle proprietà collettive. Ogni quartiere della Val San Giacomo aveva un proprio consiglio di quartiere e propri consoli; al di sopra c’era un consiglio generale di valle. Massimo organo del comune era il consiglio di valle: l’ultima sua riunione risale all’11 gennaio 1798, quando anche la nostra Valle, con l’annessione alla repubblica cisalpina si ricongiunse alle sorti del resto della Lombardia. Nel 1815, la Provincia di Sondrio fu assoggettata al dominio della casa d’Austria nel regno lombardo-veneto. Il nostro Comune fa comune a sé dal 1816, in seguito allo smembramento del comune unico di valle, attuato nonostante l’opposizione dei cittadini di tutta la Valle. Nel 1859, in seguito alla seconda guerra d'indipendenza, la Pace di Zurigo dispose l'annessione della Lombardia (ivi compresa la nostra Provincia) al Regno di Sardegna. Di lì in poi la nostra Storia confluisce in quella d’Italia.Scopri di più. Clicca qui

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San Giacomo

Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, san Jacopo o Iacopo (... – Giudea, 43 o 44), fu uno deidodici apostoli di Gesù. Figlio di Zebedeo e di Salome, era il fratello di Giovanni apostolo. È detto "Maggiore" per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto "Minore". Secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo. Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes ("figli del tuono") per sottolineare l'inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso. Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù. Secondo gli Atti degli Apostoli fu messo a morte dal re Erode Agrippa I.

È venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.

Giacomo viveva, e probabilmente vi era nato, a Betsaida, una località galilaica sita sul Lago di Genesaret.[8]; era pescatore sul lago di Tiberiade insieme al padre, Zebedeo; sua madre era Salome[9]e aveva (almeno) un fratello, Giovanni. Sempre rimanendo nel campo delle ipotesi, si può supporre che la famiglia di Giovanni appartenesse al ceto medio, ed è possibile che la madre Salomè facesse parte del seguito di agiate donne che provvedevano alle necessità economiche del gruppo itinerante (Lc8,2-3). Il fatto che nelle liste stereotipate degli apostoli nei sinottici (ma non negli Atti) Giovanni segua Giacomo, o che quest'ultimo venga spesso indicato come "figlio di Zebedeo", mentre Giovanni sia indicato come suo fratello, può lasciare concludere che Giacomo fosse il fratello maggiore. Oppure per distinguerlo dall'altro apostolo Giacomo.

Insieme agli altri apostoli, Giacomo e Giovanni accompagnarono Gesù durante la sua vita pubblica, e alcuni episodi mostrano come Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati. Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell'ultima notte di Gesù al Getsemani. Come appare evidente, sono tre situazioni molto diverse: in un caso, Giacomo e gli altri due apostoli sperimentano in modo diretto la gloria del Signore, vedendolo a colloquio con Mosè ed Elia; in occasione della resurrezione della figlia di Giairo, assistette ad uno dei miracoli più toccanti compiuti dal Maestro e ancora, al Getsemani, si trovò di fronte alla sofferenza e all'umiliazione di Gesù, al suo aspetto più umano. Vide come il Figlio dell'Uomo si umiliò, facendosi obbediente fino alla morte.

Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo assunse un ruolo di spicco nella comunità cristiana di Gerusalemme: Gal1,19; Gal2,9; At12,17; At15,13-21; At21,18-25. Una tradizione risalente almeno a Isidoro di Siviglia narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo improbabile viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell'apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni quaranta del I secolo il re Erode Agrippa I «cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni». Giacomo fu il primo apostolo martire.