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28/06/2017

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Tovo Santa Agata

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TERRITORIO

Tovo Santa Agata

Tovo di Sant’Agata, con la contrada di Prestino, è situato nella piana tra Lovero e Mazzo, dista 8 Km. da Tirano ed è a 531 metri sul livello del mare. Alla fine del 2004 gli abitanti erano 570, su un territorio di circa 11 Kmq. I nuclei familiari sono circa 250 e il modello più diffuso è quello composto da quattro persone. Quasi tutti gli abitanti sono proprietari dell'abitazione in cui vivono, pochi sono in affitto. Nel 1861, le persone residenti a Tovo erano 456 e tali erano rimaste, secondo il censimento del 1971, ancora 110 anni dopo. Negli ultimi anni, invece, si è registrato un continuo incremento, dovuto non tanto all'aumento delle nascite, quanto al fatto che diverse famiglie, provenienti da fuori, hanno scelto di stabilirsi a Tovo. Nello stesso tempo vi è stata la diminuzione dell'emigrazione, fenomeno un tempo particolarmente intenso, che avveniva soprattutto in direzione delle principali città italiane, dell’America e dell’Australia. La parte di territorio più sfruttata è il fondovalle. Qui, diverse centinaia di anni fa, è stato costruito il paese e qui trovano posto le maggiori attività: residenza, commercio e agricoltura. La gente di Tovo è attiva e laboriosa e ha saputo diversificare le proprie attività: c'è chi si occupa di artigianato e commercio e chi è impiegato nel settore terziario; molti, inoltre, lavorano part-time nell'agricoltura, in particolar modo nel settore della frutticoltura specializzata, con la produzione pregiata e intensiva di mele.Scopri di più. Clicca qui

stemma Tovo Santa Agata

Stemma di Tovo Santa Agata

TOVO DI S.AGATA, 531m s.l.m. - 589 abitanti

santo patrono Tovo Santa Agata

Sant'Agata

Sant' Agata (Catania o Palermo, 8 settembre 235 – Catania, 5 febbraio 251) è stata, secondo la tradizione cattolica, una giovane vissuta tra il III e il IV secolo, durante il proconsolato di Quinziano. Dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa viene venerata come santa, vergine e martire. Il suo nome compare nel Martirologio da tempi antichissimi; è patrona, tra l'altro, di Catania, di San Marino e di Malta.

Secondo la leggenda, Agata nacque in una famiglia siciliana ricca e nobile, nell'anno 235, indicata come di origine palermitana, ma da altre fonti catanese. Secondo la tradizione cattolica Sant'Agata si consacrò a Dio all'età di 15 anni circa, ma studi storico-giuridici approfonditi rivelano un'età non inferiore ai 21 anni: non prima di questa età, infatti, una ragazza poteva essere consacrata diaconessa come effettivamente era Agata, cosa documentata dalla tradizione orale catanese. Nel periodo fra il 250 e il 251 il proconsole Quinziano, giunto alla sede di Catania anche con l'intento di far rispettare l'editto dell'imperatore Decio, che chiedeva a tutti i cristiani di abiurare pubblicamente la loro fede, s'invaghì della giovinetta e, saputo della consacrazione, le ordinò, senza successo, di ripudiare la sua fede e di adorare gli dei pagani. Al rifiuto deciso di Agata, il proconsole la affidò per un mese alla custodia rieducativa della cortigiana Afrodisia e delle sue figlie, persone molto corrotte. È probabile che Afrodisia fosse una sacerdotessa di Venere o di Cerere, e pertanto dedita alla prostituzione sacra. Il fine di tale affidamento era la corruzione morale di Agata, attraverso una continua pressione psicologica, fatta di allettamenti e minacce, per sottometterla alle voglie di Quinziano, arrivando a tentare di trascinare la giovane catanese nei ritrovi dionisiaci e relative orge, allora molto diffuse a Catania. Ma Agata, in quei giorni, a questi attacchi perversi che le venivano sferrati, contrappose l'assoluta fede in Dio; e pertanto uscì da quella lotta vittoriosa e sicuramente più forte di prima, tanto da scoraggiare le sue stesse tentatrici, le quali rinunciarono all'impegno assuntosi, riconsegnando Agata a Quinziano. Rivelatosi inutile il tentativo di corromperne i princìpi Quinziano diede avvio ad un processo e convocò Agata al palazzo pretorio. Breve fu il passaggio dal processo al carcere e alle violenze con l'intento di piegare la giovinetta. Inizialmente venne fustigata e sottoposta al violento strappo delle mammelle, mediante delle tenaglie. La tradizione indica che nella notte venne visitata da san Pietro che la rassicurò e ne risanò le ferite. Infine venne sottoposta al supplizio dei carboni ardenti. La notte seguente all'ultima violenza, il 5 febbraio 251, Agata spirò nella sua cella.

Fonte: Wikipedia