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21/08/2018

S. Pio V

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Foto Alessio Giovacchini ©

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TERRITORIO

Casa Piazzi - Ponte in Valtellina

“Sü ai tre porti”: con questa espressione toponomastica (derivante dall’affacciarsi di tre portali, di altrettanti palazzi, sul medesimo crocicchio) si indica comunemente l’isolato in cui si inserisce il palazzo Cederna. Risalente, nelle sue parti più antiche, al XVI secolo, l’edificio raggiunse l’attuale aspetto tra il ‘600 (per le strutture architettoniche) e il ‘700 (per l’apparato decorativo di molte stanze). Fu della famiglia Piazzi - che nel 1746 diede i natali all’astronomo Giuseppe, ricordato da una lapide marmorea ubicata a fianco del portale d’accesso -, poi, per un breve periodo tra il 1800 e il 1900, dei Guicciardi e dall’inizio del secolo scorso della famiglia Cederna. Dal portale lapideo a tutto sesto, chiuso da un portone ligneo, si accede ad un elegante androne coperto da volte a crociera, con pareti decorate a graffito, opera di fattura recente, forse su disegno antico. Un breve scalone porta al primo piano, che dà direttamente sull’ampio brolo- giardino, reso celebre dalle memorie della scrittrice Camilla Cederna. Interessanti le coperture delle scale, ornate da affreschi con personaggi mitologici, la quadreria, tra cui due ritratti di Sant’Ignazio di Lojola e una vasta tela raffigurante la pianta di Gerusalemme. L’isolato comprende altri nobili palazzi: l’edificio di proprietà della famiglia Piazzi, altri già appartenuti alla stessa famiglia, la cappella gentilizia intitolata a San Francesco Saverio (sull’architrave: 1647).

Ponte In Valtellina