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16/10/2018

S. edvige, S. Margherita A., S. Gallo

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Foto Alessio Giovacchini ©

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TERRITORIO

Punti Guanelliani - monumenti a Campodolcino

Una locanda del tardo XVI secolo, ristrutturata ed ampliata nella seconda metà del Settecento dall’abate Antonio Foppoli di Mazzo di Valtellina, costituisce il nucleo originario dell’edificio che oggi ospita il “Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo” (Mu.Vi.S.). Nella primavera del 1896 don Luigi Guanella ottenne l’uso gratuito del “Palàzz” delle Corti e, sollecitato dai suoi concittadini, vi aprì un istituto con lo scopo di «introdurre alcune piccole industrie per gli uomini e per le donne di Campodolcino e Valle S. Giacomo» (Statuto della Pia Opera Sant’Antonio pro Campodolcino e Valle S. Giacomo, 1896). L’istituto doveva occuparsi anche di «iniziare sopra luogo studi con lo scopo di vedere quali vantaggi si potrebbero ricavare dal suolo (erbe, alberi, rocce) dalle acque e dal clima» (La Piccola Casa a Campodolcino, in La Divina Providenza, maggio 1896). Oltre al risvolto sociale di quest’opera, a don Guanella stava dunque molto a cuore la valorizzazione delle particolarità paesaggistiche e naturalistiche locali. Don Guanella avviò nel “Palàzz” dei corsi professionali, fra cui quelli di cucito, di pizzo al tombolo e per la lavorazione della paglia per farne cappelli. Vi aprì pure un asilo climatico estivo per fanciulle, gestito dalle sue suore. Malintesi amministrativi e organizzativi impedirono all’Opera di continuare e prosperare, ma restò benefica la scossa data al paese, che riprese fiducia nelle sue potenzialità legate al turismo e all’agricoltura di montagna.Scopri di più. Clicca qui

Campodolcino