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28/06/2017

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Fusine

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TERRITORIO

Fusine

Le origini di Fusine, paese sito sulla sponda alpina orobica, sono rintracciabili attorno al 1300 quando, a seguito dell’estrazione del ferro dalle miniere della Val Madre intrapresa da genti provenienti dalle valli bergamasche, sorsero delle fucine allo sbocco del torrente Madrasco. Le attività connesse all’estrazione ed alla lavorazione del ferro hanno sempre caratterizzato le attività degli abitanti del paese che nel corso dei secoli si sono specializzati nella produzione di attrezzi agricoli, arnesi per boscaioli, strumenti chirurgici e, in epoche più recenti, teleferiche. La Chiesa di San Lorenzo posta al centro del paese divenne parrocchia nel 1589 affrancandosi dalla dipendenza dellarcipretale di Berbenno e deve le sue forme barocche alla ricostruzione effettuata nel secolo XVII.Scopri di più. Clicca qui

stemma Fusine

Stemma di Fusine

FUSINE, 285m s.l.m. - 644 abitanti

Stemma: d'azzurro alla fascia d'argento carica di una fascia diminuita di rosso. Il capo d'argento all'incudine di nero.

Tratto da "Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli.

santo patrono Fusine

San Lorenzo

Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma, dove vennemartirizzato nel 258 durante la persecuzione voluta dall'imperatore romano Valeriano nel 257. La Chiesa cattolica lo venera come santo.

Le notizie sulla vita di san Lorenzo, che pure in passato ha goduto di una devozione popolare notevole, sono scarse. Si sa che era originario della Spagna e più precisamente di Osca, in Aragona, alle falde dei Pirenei.

Ancora giovane, fu inviato a Saragozza per completare gli studi umanistici e teologici; fu qui che conobbe il futuro papa Sisto II. Questi insegnava in quello che era, all'epoca, uno dei più noti centri di studi della città e, tra quei maestri, il futuro papa era uno dei più conosciuti ed apprezzati. Tra maestro e allievo iniziò un'amicizia e una stima reciproche. Entrambi, seguendo un flusso migratorio allora molto vivace, lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.

Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove.