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19/08/2017

S. Ludovico, S. Italo

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Rasura

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TERRITORIO

Rasura

Rasura è il secondo paese che si incontra salendo la Valgerola, parte del suo territorio è inserito nel Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi. Lo si raggiunge percorrendo la SP 7 della Valgerola (ex SS 405) che parte dal centro storico di Morbegno appena superato il torrente Bitto a San Rocco (8 km.). La vista spazia verso la Val Gerola e le Alpi Retiche con il gruppo del Disgrazia. Rasura deriva il suo nome dalla conformazione territoriale che lo ospita: radura. L'abitato infatti si presenta immerso nel verde delle pinete con le sue case adagiate tra dolci ed ampi dossi. La strada statale divide a metà il paese e la parte più vecchia è sviluppata attorno alla chiesa, sotto la strada. L'abbondanza di pascoli e la vicinanza con il fondovalle hanno fatto si che molti edifici fossero ristrutturati e la popolazione continuasse a vivere in paese. La prosperità di un tempo, dovuta ai commerci con le vallate vicine, è un ricordo così come il rumore del lavorio dei telai che producevano manufatti di lana ricercati in tutta la provincia.Scopri di più. Clicca qui

stemma Rasura

Stemma di Rasura

RASURA, 800m s.l.m. - 304 abitanti

Stemma: d'azzurro all'albero di verde fondato su una campagna del medesimo; il capo di rosso a tre torri d'argento, merlate alla guelfa aperte del secondo.

"Gli stemmi dei comuni di Valtellina e Valchiavenna" di Marco Foppoli

santo patrono Rasura

San Giacomo

Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, san Jacopo o Iacopo (... – Giudea, 43 o 44), fu uno deidodici apostoli di Gesù. Figlio di Zebedeo e di Salome, era il fratello di Giovanni apostolo. È detto "Maggiore" per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto "Minore". Secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo. Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes ("figli del tuono") per sottolineare l'inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso. Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù. Secondo gli Atti degli Apostoli fu messo a morte dal re Erode Agrippa I.

È venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.

Giacomo viveva, e probabilmente vi era nato, a Betsaida, una località galilaica sita sul Lago di Genesaret.[8]; era pescatore sul lago di Tiberiade insieme al padre, Zebedeo; sua madre era Salome[9]e aveva (almeno) un fratello, Giovanni. Sempre rimanendo nel campo delle ipotesi, si può supporre che la famiglia di Giovanni appartenesse al ceto medio, ed è possibile che la madre Salomè facesse parte del seguito di agiate donne che provvedevano alle necessità economiche del gruppo itinerante (Lc8,2-3). Il fatto che nelle liste stereotipate degli apostoli nei sinottici (ma non negli Atti) Giovanni segua Giacomo, o che quest'ultimo venga spesso indicato come "figlio di Zebedeo", mentre Giovanni sia indicato come suo fratello, può lasciare concludere che Giacomo fosse il fratello maggiore. Oppure per distinguerlo dall'altro apostolo Giacomo.

Insieme agli altri apostoli, Giacomo e Giovanni accompagnarono Gesù durante la sua vita pubblica, e alcuni episodi mostrano come Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati. Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell'ultima notte di Gesù al Getsemani. Come appare evidente, sono tre situazioni molto diverse: in un caso, Giacomo e gli altri due apostoli sperimentano in modo diretto la gloria del Signore, vedendolo a colloquio con Mosè ed Elia; in occasione della resurrezione della figlia di Giairo, assistette ad uno dei miracoli più toccanti compiuti dal Maestro e ancora, al Getsemani, si trovò di fronte alla sofferenza e all'umiliazione di Gesù, al suo aspetto più umano. Vide come il Figlio dell'Uomo si umiliò, facendosi obbediente fino alla morte.

Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo assunse un ruolo di spicco nella comunità cristiana di Gerusalemme: Gal1,19; Gal2,9; At12,17; At15,13-21; At21,18-25. Una tradizione risalente almeno a Isidoro di Siviglia narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo improbabile viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell'apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni quaranta del I secolo il re Erode Agrippa I «cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni». Giacomo fu il primo apostolo martire.