Castello Paribelli

Albosaggia

Symbol of Albosaggia, the Paribelli castle. A noble residence that has been fortified over time.

The Castello Paribelli is one of the most recognizable historical buildings in the lower Valtellina. It is located in Albosaggia, just a few minutes from Sondrio, in a panoramic position over the Adda plain. Imposing yet harmonious, it is a mix of military fortress and noble residence.

⛪ A bit of history

The origins of the Castle date back to the 14th century, but the current structure is the result of several construction phases. Initially belonging to the Paribelli family, from which it takes its name, the castle had defensive, residential, and administrative functions throughout the centuries.

During the Grisons period, it was often at the center of political tensions and changed hands several times. Over time, it lost its military role and was transformed into a noble residence. Today, it hosts cultural exhibitions, shows, and public events, and has been restored while maintaining its original characteristics.

🏯 Structure and interiors

The complex features:

  • a square tower that is clearly visible from afar
  • stone walls with small windows and arrow slits
  • internal rooms with wooden ceilings and historical fireplaces

Inside, there are rooms used for cultural events, educational workshops, and public meetings. The external courtyard hosts concerts, historical reenactments, and is often part of tourist routes.

📍 Where it is located and how to get there

The castle is located at Via Coltra, Albosaggia (SO).

  • 🚗 By car: 5 minutes from Sondrio, parking nearby
  • 🚶 On foot: about a 30-minute walk from Sondrio
  • 🚌 By bus: urban lines from Sondrio, stop at Albosaggia center

🕒 Visits and information

  • Open during events, FAI days, temporary exhibitions
  • Guided tours on request for schools and groups

For info:

  • 📞 Municipality of Albosaggia: 0342 211429
  • 🌐 www.comune.albosaggia.so.it

🏘️ Scopri il comune di Albosaggia

In una delle posizione più suggestive della media Valle, con veduta sulla Valmalenco e le cime dei massicci centrali delle Alpi, Albosaggia (3070 abitanti) è un piccolo ma dinamico comune confinante con il capoluogo provinciale Sondrio.

Insediamento sviluppatosi nei secoli sul conoide alluvionale alla base della Val del Livrio (forse già a partire dal Neolitico), pare che il suo nome significasse anticamente “Monte Santo”.

Nel comune orobico, oltre a molte attività industriali, artigianali, edilizie e commerciali, sopravvivono ancora oggi natura e storiche attività agro-silvo-pastorali.

Oltre ad agriturismi e aziende agricole, potrai contare sulla bellezza della montagna orobica, con i suoi boschi e la sua biodiversità.

Anche nel Comune di Albosaggia si estende infatti il Parco delle Orobie Valtellinesi.

Da segnalare fra le attrattive del Comune sicuramente, innanzitutto, un itinerario fra le varie contrade dell'abitato, che, a partire dal fondovalle, si innalzano progressivamente verso le pendici orobiche.

Per i più montanari molto suggestiva è la risalita della valle del Livrio, perlomeno fino all'abitato di San Salvatore (m 1516), oltre al quale l'itinerario continua e si può accedere a vari rifugi (Rifugio Baita Calchera – m 1830, Rifugio Baita Lago della Casera – m 1950, Rifugio Baita di Sciuch – m 2016,  Rifugio Baita Nova – m 2000, Rifugio Baita Salinù).

Molto suggestivo è anche il Castello Paribelli, di origine medievale (XI-XII secolo – sono ancora visibili affreschi dell'epoca), una dimora signorile rinascimentale convertita ad uso abitativo a partire da quella che era l'antica torre difensiva del Torzone (dall'antico nome del torrente Torchione).

Da non perdere una delle più antiche stüe (stufe) della Valtellina, voluta dalla famiglia Paribelli nel 1581 (famiglia nobiliare di Sondrio che governava Albosaggia all'epoca, da cui il nome odierno della struttura).

Tutti da scoprire sono poi molti itinerari passanti fra contrade storiche, campi, boschi e chiese, come quello “dei Padrusc” o quello detto “Il Risc”, che passa per la località "Crap dei Mainet", dove si presenta uno scenario degno di un film horror: in paese si racconta che un uomo di quel nome (Mainet) lì sia stato brutalmente ucciso secoli addietro (e il suo spirito senza pace sembri aleggiare presso quel crap, ovvero scarpata).

Infine ricordiamo un altro sentiero caratteristico, l'antico sentiero “Val di Frèr”, che come gli altri ti farà passare attraverso muretti a secco delimitanti terreni selvaggi o coltivati dove si possono ammirare betulle, noci, ciliegi, frassini, salici, noccioli, vigneti, coltivazioni di kiwi e di mirtilli giganti.

 

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