Between paper and paths Literary Journey from the Orobie

Culture

Literary Meetings Parco Orobie Valtellinesi

The event “Between paper and trails  - Literary journey from the Orobie” showcases authors in the Conference Room of the Parco delle Orobie Valtellinesi in Albosaggia (Via Moia 4).

Appointment Calendar

  • January 23, 2026 (architecture-environment): Luca Gibello – “The bivouacs of the Alps: 100 years of emotions in a box”.

     

  • February 20, 2026 (alpinism): Yuri Parimbelli and Maurizio Agazzi – “The treasure chest of the Orobie Alps: 84 itineraries to tell a dream realized”.​
     
  • March 20, 2026 (environment): Diego Marsetti, Federico Pezzotta, Roberto Appiani – “Minerals in the prealps Orobie”.​
     
  • April 24, 2026 (anthropology): Andrea Paganini and Giovanni Peretti – “Smuggling between Valtellina and Switzerland from 1800 to 1950”.​
     
  • May 8, 2026 (anthropology): Lino Galliani and Claudio Malanchini – “The attack that never happened: Orobie 15-18, Cadorna line”.​
     
  • June 12, 2026 (environment): Daniele Zovi – “On the Alps: a sentimental journey”.​
     
  • July 3, 2026 (environment): Michele Freppaz and Francesco Casolo – “The days of snow”.​
     
  • September 25, 2026 (environment): Stefano Mattioli – "Stories with clogs. Natural stories of Italian ungulates".​
     
  • October 16, 2026 (architecture-environment): Roberto Dini – “Going to refuges: history, memory, landscape, architecture”.​
     
  • November 27, 2026 (anthropology): Valerio Giorgetta – “Bewitched mountains: the long witch hunt with some well-known cases on the Orobie”.
     

Organized by velalibreria.it or Parco Orobie (tel 0342 659866).

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In una delle posizione più suggestive della media Valle, con veduta sulla Valmalenco e le cime dei massicci centrali delle Alpi, Albosaggia (3070 abitanti) è un piccolo ma dinamico comune confinante con il capoluogo provinciale Sondrio.

Insediamento sviluppatosi nei secoli sul conoide alluvionale alla base della Val del Livrio (forse già a partire dal Neolitico), pare che il suo nome significasse anticamente “Monte Santo”.

Nel comune orobico, oltre a molte attività industriali, artigianali, edilizie e commerciali, sopravvivono ancora oggi natura e storiche attività agro-silvo-pastorali.

Oltre ad agriturismi e aziende agricole, potrai contare sulla bellezza della montagna orobica, con i suoi boschi e la sua biodiversità.

Anche nel Comune di Albosaggia si estende infatti il Parco delle Orobie Valtellinesi.

Da segnalare fra le attrattive del Comune sicuramente, innanzitutto, un itinerario fra le varie contrade dell'abitato, che, a partire dal fondovalle, si innalzano progressivamente verso le pendici orobiche.

Per i più montanari molto suggestiva è la risalita della valle del Livrio, perlomeno fino all'abitato di San Salvatore (m 1516), oltre al quale l'itinerario continua e si può accedere a vari rifugi (Rifugio Baita Calchera – m 1830, Rifugio Baita Lago della Casera – m 1950, Rifugio Baita di Sciuch – m 2016,  Rifugio Baita Nova – m 2000, Rifugio Baita Salinù).

Molto suggestivo è anche il Castello Paribelli, di origine medievale (XI-XII secolo – sono ancora visibili affreschi dell'epoca), una dimora signorile rinascimentale convertita ad uso abitativo a partire da quella che era l'antica torre difensiva del Torzone (dall'antico nome del torrente Torchione).

Da non perdere una delle più antiche stüe (stufe) della Valtellina, voluta dalla famiglia Paribelli nel 1581 (famiglia nobiliare di Sondrio che governava Albosaggia all'epoca, da cui il nome odierno della struttura).

Tutti da scoprire sono poi molti itinerari passanti fra contrade storiche, campi, boschi e chiese, come quello “dei Padrusc” o quello detto “Il Risc”, che passa per la località "Crap dei Mainet", dove si presenta uno scenario degno di un film horror: in paese si racconta che un uomo di quel nome (Mainet) lì sia stato brutalmente ucciso secoli addietro (e il suo spirito senza pace sembri aleggiare presso quel crap, ovvero scarpata).

Infine ricordiamo un altro sentiero caratteristico, l'antico sentiero “Val di Frèr”, che come gli altri ti farà passare attraverso muretti a secco delimitanti terreni selvaggi o coltivati dove si possono ammirare betulle, noci, ciliegi, frassini, salici, noccioli, vigneti, coltivazioni di kiwi e di mirtilli giganti.

 

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