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La Federazione del Jazz Italiano premia il Festival AmbriaJazz

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08/09/23 - Ponte In Valtellina

E’ stata una piacevole sorpresa l’invito alla premiazione avvenuta a L’Aquila all’interno dell’importante manifestazione “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma” del 2 e 3 settembre 2023.

La federazione “Il Jazz Italiano”, che raduna al suo interno diversi organismi nazionali afferenti al jazz, ha scelto il festival valtellinese AmbriaJazz per conferirgli il Premio annuale dedicato alla migliore programmazione di jazz italiano. Un riconoscimento che pone il piccolo festival alpino sul podio nazionale e ne certifica la grande qualità, una perla che dona luce alla provincia di Sondrio.

 

A consegnare il premio sul palco dell’Aquila è stato Corrado Beldì, presidente di “Jazz all’Aquila” e “I-Jazz”, alla presenza di Ada Montellanico, attuale presidente della Federazione. In platea, riconoscibili in maglietta rossa, i consiglieri di AmbriaJazz che esultano di gioia, i presidenti e i soci delle associazioni afferenti alla Federazione e un folto pubblico arrivato da tutta Italia. “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma” fu ideato da Paolo Fresu nel 2015 con l’obiettivo solidale di favorire la rinascita della città e, in seguito al terremoto del centro Italia dell’anno successivo, ampliato alle terre del cratere delle quattro regioni coinvolte dal sisma. La manifestazione, che raduna all’Aquila tutto il mondo del Jazz italiano sull’onda della solidarietà, è sostenuta dal Ministero della Cultura, dal Comune dell’Aquila, da Regione Abruzzo, Fondazione Carispaq, NuovoImaie e Siae.

 

Fondatore e primo presidente della federazione “Il Jazz Italiano”, nel 2018, fu ancora Paolo Fresu, oggi Presidente onorario; nello stesso anno venne siglato un Protocollo d’Intesa tra la Federazione e l’allora Ministro del MiBACT Dario Franceschini, con l’obiettivo di perseguire il riconoscimento e la tutela dei valori e degli interessi culturali, sociali e imprenditoriali del sistema del jazz italiano.

Fanno parte della Federazione le associazioni I-Jazz (Festival Italiani di Jazz), MIDJ (Musicisti Italiani di Jazz), IJVAS (Il Jazz Va a Scuola), ADEIDJ (Etichette Italiane di Jazz), AFIJ (Fotografi Italiani di Jazz), DJeP (Docenti Jazz e Pop) e AFAM (Alta Formazione Artistica). 

 

A ricevere il premio, visibilmente emozionati, il Direttore artistico Giovanni Busetto con Norma Ghizzo, che lo dedicano a tutto lo Staff, grati per il lavoro collettivo svolto con impegno e diligenza.

L’edizione del Festival AmbriaJazz 2023 “ORIGINI” ha portato ben diciassette concerti in quattordici comuni (tra i quali tre a Piateda e due a Morbegno) toccando le cinque comunità montane della provincia, due luoghi in Svizzera e la stessa città di Sondrio. Ha visto la partecipazione di settantacinque musicisti, tre relatori, due conduttori dei laboratori per bambini “Germogli Sonori”, due tecnici di suono e luci, trentadue persone dello staff, quattro proloco (Ardenno, Castione Andevenno, Poggiridenti, Mazzo), sedici tra associazioni locali (L’Ghirù, Laagam, CID, Corpo bandistico di Poggiridenti, Gruppo ALe883, Dappertutto, UICI Sondrio) e nazionali con i progetti JazzRail, NGJ, JTTG (I-Jazz, Spazio Musica Ancona, Festivalle Agrigento, Polyphonia Barga, Fano Jazz, Rest Art Novara, Locomotive Sogliano Cavour, Musica Moderna Thiene, IJVAS) e due biblioteche (Giò Noghera di Berbenno e Poggiridenti).
E' realizzato con il sostegno della Provincia di Sondrio, del Comune di Piateda e degli altri comuni che lo hanno ospitato, della Comunità Montana Valtellina di Tirano e di Regione Lombardia. Ha collaborato con il Parco delle Orobie Valtellinesi, l’Ecomuseo delle Terrazze Retiche di Bianzone e il CAST di Sondrio, gli enti turistici Valchiavenna, Porte di Valtellina, IAT Tirano e Bormio.
Ha goduto dei patrocini della Provincia di Sondrio, del Ministero Italiano della Cultura, di Fondazione FS, dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile, di “inLombardia”, di “Valtellina Turismo” e del sostegno di “SIAE per chi crea” e di “NuovoImaie dalla parte degli artisti” per i progetti di rete nazionali, nonché di svariati sponsor privati (Schena Arte Marmo, Salumificio Mottolini, Mercato Le Rocce, Pasticceria Cattaneo, PM Auto, oltre al supporto della concessionaria Autovittani Castione per le auto elettriche, della ditta Del Dosso Diego per il trasporto dei palchi, di Edison e Triacca per gli spazi, dei ristoranti Trippi, Poggio, Ca’ D’Otello e Trattoria Olmo per le cene degli artisti, di Redaelli Assicurazioni per le polizze RC, del B&B dalla Zia, del Meublé Cima Bianca e di AltRaValtellina per l’ospitalità. AmbriaJazz ringrazia loro, tutti gli operatori locali che hanno accettato di aderire all’iniziativa applicando tariffe agevolate e il pubblico stesso per le offerte.)

Questa quindicesima edizione del festival ha registrato oltre 2300 presenze, tra residenti e turisti di passaggio; le fasce di età maggiormente rappresentate sono quelle tra i 30 e i 60 anni, non sono tuttavia mancati i giovani e neppure i bambini grazie alle attività loro dedicate. E’ stato un festival senza barriere architettoniche in cui la gratuità degli eventi ha reso più accessibili i concerti. Il pubblico ha manifestato molta soddisfazione al termine di ogni concerto, difficile dire quali siano state le date più gradite, sicuramente da citare quelle di Morbegno con Nico Gori e Cæcile Norby, Piateda con Gianluca Petrella, Tirano con Rosa Brunello, Sondrio con Marcella Carboni e Gabriele Mirabassi. Ma ogni esibizione è stata apprezzata per le sue proprie caratteristiche, così differenziate da un concerto all’altro. A farla breve, ce n’era per tutti i gusti in un programma variegato e ben bilanciato dalla competente direzione artistica di Giovanni Busetto, cui vanno i complimenti di tutti: particolarmente apprezzati i commenti positivi degli addetti ai lavori e degli appassionati più esigenti.

Fondamentale l’apporto dei volontari che hanno lavorato con passione e costanza: il loro valore è immenso, ma se volessimo quantificarlo in termini economici potremmo stimarlo in circa 2.000 ore di servizio per i soli concerti, equivalenti a oltre 20.000 euro. A questo si aggiunge il lavoro organizzativo e burocratico svolto durante l’intero anno e quello dedicato a comunicazione, traduzioni, fotografia, post produzione e realizzazione delle mostre virtuali, raccolta di sponsor, costante cura delle relazioni... attività svolte prevalentemente dai membri del Consiglio direttivo di AmbriaJazz ODV.

Al di là del mero rilievo economico, il festival ha soprattutto un grandissimo valore sociale e culturale per tutti coloro che in qualche modo hanno a che fare con la manifestazione, perché è un luogo in cui si intrecciano relazioni e si scambiano esperienze.

Un immenso GRAZIE va alla Federazione “Il Jazz Italiano” per aver colto tutto questo e aver scelto AmbriaJazz per un riconoscimento così importante.