Ca' d'Otello a Tresivio: la leggenda di Shakespeare valtellinese

mer, 22/07/2026 - blog

Ca' d'Otello è una casa di Tresivio legata a due storie distinte: una leggenda locale su un capitano veneziano e una teoria sul possibile cognome italiano di Shakespeare. Nessuna delle due è documentata da prove storiche certe, ma entrambe continuano a essere raccontate.

Qui trovi cosa dice la tradizione, da dove arriva la teoria sul cognome Crollalanza e cosa ne pensa la storiografia ufficiale.

Da quasi cent'anni, in paese, c'è chi sostiene che tra quelle mura sia nato William Shakespeare.

La casa e la leggenda del capitano veneziano

Ca' d'Otello prende il nome, secondo la tradizione locale, da un capitano veneziano soprannominato "il Moro" per la carnagione scura, che qui avrebbe ucciso la moglie credendola infedele.

Una vicenda che qualcuno lega addirittura all'ispirazione per la tragedia shakespeariana dell'Otello.

Ma il collegamento più forte con il drammaturgo inglese riguarda un'altra storia, quella di un bambino nato con un cognome diverso: Crollalanza.

Il cognome che ha fatto discutere

Ecco la cosa curiosa...

In inglese "crolla" si dice "shake". "Lanza" diventa "spear". Mettete le due parole vicine e leggetele di fretta: Shakespeare.

Non è un gioco di parole a caso.

Nell'Inghilterra del Cinquecento tradurre il proprio cognome, o quello di famiglia, era una cosa che gli immigrati facevano davvero, soprattutto se scappavano da qualcosa e volevano sparire dentro una nuova identità.

E secondo questa teoria è esattamente quello che sarebbe successo a un bambino nato con il cognome Crollalanza: la famiglia lo traduce, lo anglicizza, e quel nome tradotto diventa la firma sotto le opere più famose della letteratura mondiale.

Chi sostiene la teoria ci mette anche il motivo della fuga. Michelangnolo (si scrive proprio così) Crollalanza sarebbe nato in una famiglia calvinista, in un'epoca e in un territorio dove essere calvinisti significava avere l'Inquisizione alle calcagna. Andarsene in Inghilterra, dove i parenti materni avevano già tradotto il cognome nella lingua del posto, voleva dire salvarsi e ricominciare da un'altra identità.

Un cognome che diventa un altro cognome. Una fuga che diventa una nuova vita. E una nuova vita che diventa, secoli dopo, il nome più famoso del teatro inglese.

Da dove arriva questa storia

Questa storia non è nata a Tresivio, e nemmeno ieri. Il primo a tirarla fuori fu un giornalista, Santi Paladino, che nel 1927 scrisse un articolo dal titolo niente male: "Il grande tragico Shakespeare sarebbe italiano". Gli piacque così tanto l'idea che ci scrisse su altri due libri, nel 1929 e nel 1955.

Poi, nel 2002, arriva un professore, Martino Iuvara, che riprende tutto e lo porta più a sud. Nel suo libro "Shakespeare era italiano" la culla non è più la Valtellina ma la Sicilia. Ancora oggi è il testo più citato da chi racconta questa storia, anche se di libri così, nel tempo, ne sono usciti altri.

E qui viene il bello: nemmeno chi ci ha creduto è mai andato d'accordo su dove sia nato davvero questo fantomatico Shakespeare italiano. Chi dice Messina, chi dice Tresivio.

Una leggenda che negli anni ha cambiato casa più volte, un po' come se nemmeno lei sapesse dove stare di casa.

Il libro di Giorgio Gianoncelli

C'è anche chi ha dedicato un intero libro alla domanda. Giorgio Gianoncelli, storico locale oggi scomparso, ha scritto "William Shakespeare. Inglese, siciliano o valtellinese perseguitato. Tra realtà e fantasia" (Edizioni Polaris).

Il titolo, da solo, dice già tutto: mette in fila le ipotesi senza sciogliere il nodo. Il materiale e il volume ci sono stati messi a disposizione dalla sua famiglia, ed è la fonte principale a cui questo articolo fa riferimento per la parte valtellinese della vicenda.

Quello che va detto chiaramente

Nessun documento storico conferma questa teoria. Nessun atto di nascita, nessuna prova che regga di fronte agli storici della letteratura inglese, che considerano l'origine italiana di Shakespeare una suggestione affascinante ma non una tesi accademica solida.

Detto questo, una leggenda che sopravvive per un secolo, senza una prova a sostenerla, dice qualcosa lo stesso. Dice che a Tresivio piace ancora raccontarla. E che forse, alla fine, non serve un documento per tenere viva una storia. Basta qualcuno che continui a raccontarla.

La raccontiamo anche in video

La leggenda di Ca' d'Otello è protagonista del primo episodio di Tra Radici e Segreti, la serie video che vede la collaborazione tra Calendario Valtellinese e Waltella Vibes, che porta a spasso per la Valtellina personaggi e luoghi che nessuno vi ha mai raccontato.

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Il locale che vedi nel finale del video

Il locale che vedi nel finale del video è Ca' d'Otello, un ristorante e cocktail bar ricavato all'interno di una dimora storica sapientemente ristrutturata, lungo la suggestiva Strada Panoramica dei Castelli di Tresivio.

Qui la tradizione valtellinese incontra una cucina curata, con paste fresche fatte in casa, carni alla brace e piatti che valorizzano i sapori del territorio.

Al piano terra si trova il cocktail bar, il Jom Bar, mentre all'esterno un ampio giardino regala una splendida vista sulle montagne, ideale per un pranzo, una cena o un aperitivo in totale relax.

Ma Ca' d'Otello non è solo buona cucina. Secondo una leggenda locale, proprio questo luogo sarebbe legato alla figura di William Shakespeare, un racconto affascinante che contribuisce a renderlo ancora più suggestivo.

Se vuoi immergerti nell'atmosfera di questa storia e scoprire uno dei luoghi più curiosi di Tresivio, una visita a Ca' d'Otello è un'esperienza da non perdere.

Si trova in via Ca d'Otello 15 a Tresivio

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Fonti

  • Giorgio Gianoncelli"William Shakespeare. Inglese, siciliano o valtellinese perseguitato. Tra realtà e fantasia" (Edizioni Polaris): fonte principale per la parte valtellinese della vicenda.
  • Santi Paladino – articoli e libri del 1927, 1929 e 1955 sulla teoria dell'origine italiana di Shakespeare.
  • Martino Iuvara"Shakespeare era italiano" (2002): testo che sposta la teoria sulla Sicilia.
  • Tradizione locale di Tresivio: leggenda del capitano veneziano "il Moro" e collegamento con Ca' d'Otello.

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